“Cerco un’altra forma di bellezza, quella non manifesta”
Così Myriam Bottazzi, artista del gioiello, la sua ricerca estetica è un viaggio oltre l’apparenza, verso l’essenza. Milanese di nascita ha scelto Roma per aprire il suo atelier, rifugio della sperimentazione. Qui, plasma gioielli esposti anche al MAD di New York. Opere che non adornano, ma interrogano. Ogni pezzo nasce da un incontro tra materiali eterogenei, bronzo, piume, resine e tecniche ibride, che sfidano le convenzioni orafe. La natura è la sua musa, non quella idealizzata ma quella reale, ferita, mutante. Da essa trae forme organiche, irregolari. Oggetti che respirano, che raccontano, che chiedono di essere sentiti, non solo visti. Myriam celebra l’errore, la crepa, l’asimmetria, perché è lì che si nasconde la sua arte.